La Rubrica in 9 numeri pubblicata nel 2016 sulla rivista Pasticceria Internazionale, per raccontare l’unico marchio di caffè italiano dedicato alla Pasticceria: Torrefazione Dubbini.

Quel profumo di crostata e caffè

Entrò, attratto da un profumo caldo, lievemente agrumato. Si tolse il cappotto, facendo scivolare sulla sedia l’alito pungente di gennaio, e chiese la specialità del giorno.

“Crostata di ricotta, la stessa che faceva mio nonno. Si chiamava come me, il nonno. Non ho avuto la fortuna di conoscerlo, ma le sue ricette… Le conosco da quand’ero bambino.”

“Con un caffè dev’essere ancor più squisita”, incalzò sorridente.

“È la tradizione. Una fetta servita a fine pasto, assieme al caffè preparato con la moka.”

Si adagiò nel tepore di quelle parole, mentre i ricordi cominciavano a lievitare. La crostata, luminosa davanti a lui, emanava una fragranza fresca, delicata. Ne assaggiò un po’ e riconobbe la nota maliziosa della scorza di limone grattugiata, unita nell’impasto alla ricotta vaccina. All’improvviso si sentì a casa.

Rivide il dolce appena sfornato sulla credenza, udì la moka ribollire e s’inebriò al pensiero di quegli aromi un tempo amalgamati e ora così nitidi, così vivi. Era la nonna quella figura dagli occhi profondi, dai movimenti leggeri, che distribuiva loro una fetta di torta da inzuppare nel caffelatte a colazione. Quanta meraviglia nell’attesa che una torta si cuocesse, che il caffè riempisse tutte le tazzine, ad una ad una. Piccoli rituali di famiglia, diventati come una frolla perfetta su cui stendere il resto dei giorni.  

Eccola, in fondo, la frolla. Qualcuno nel locale ordinò un espresso. Affiorarono per ultime le voci, l’eco dei giochi, l’odore della tostatura. Un fremito impercettibile lo percorse. Immaginò che, in quei primi anni del secolo scorso, mentre nasceva la ricetta della crostata di ricotta, da un’altra parte il nonno suo componeva i chicchi di caffè tostato in una nuova miscela.

Si alzò, impaziente di ringraziare.

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